Che cosa è il Csi?
Il Centro Sportivo Italiano è un' associazione senza
scopo di lucro, fondata sul volontariato, che promuove lo
sport come momento di educazione, di crescita, di impegno
e di aggregazione sociale, ispirandosi alla visione cristiana
dell'uomo e della storia nel servizio alle persone e al territorio.
Dove si trova?
Articolato sul territorio di tutta Italia, a partire da una
presidenza nazionale a Roma e dai consigli regionali, il Csi
opera attraverso le sedi territoriali lungo l'intera penisola.
Il Comitato di Prato ha
sede
in via Mozza sul Gorone, nella zona di viale Galilei.
A chi si rivolge?
Il Csi risponde ad una domanda di sport non solo numerica
ma qualificata sul piano culturale, umano e sociale.
Da sempre i giovani costituiscono il suo principale punto
di riferimento, anche se le attività sportive promosse
sono rivolte ad ogni fascia di età.
E gli adulti?
Un'attenzione particolare, sulla base degli stessi principi,
è rivolta agli adulti, per i quali vengono organizzati
corsi in piscina e in palestra,
campionati e iniziative in gran parte delle discipline sportive.
Quando è nato?
Il Centro Sportivo Italiano è la più antica
associazione polisportiva attiva in Italia. La fondazione
risale al 1944, su iniziativa della Gioventù Italiana
di Azione Cattolica. Idealmente si voleva proseguire l'esperienza
della Fasci (Federazione delle Associazioni Sportive Cattoliche
Italiane), creata nel 1906 dall'Azione Cattolica Italiana
e sciolta nel 1927 dal regime fascista.
Quali obiettivi si pone?
Educare attraverso lo sport è la mission del Centro
Sportivo Italiano.
Questo è ormai consolidato nella prassi e nella coscienza
dellassociazione a tutti i livelli.
Che cos'è lo sport per il Csi?
Lo sport inteso dal Csi può anche essere uno strumento
di prevenzione verso alcune particolari patologie sociali
quali la solitudine, le paure, i timori, i dubbi, le devianze
dei più giovani.
Che cosa fa?
Un'attività sportiva organizzata, continuativa, seria,
promossa da educatori, allenatori, arbitri, dirigenti consapevoli
del proprio "mandato" educativo, che aiuta i giovani
ad andare oltre, ad abbandonare gli egoismi e ad affrontare
la strada della condivisione, della sperimentazione del limite,
della conoscenza di sé.
Come lo fa?
Il Csi prevede un'articolazione della proposta sportiva nel
rispetto delle età e dei bisogni di ciascun atleta,
permettendogli in tal modo di scoprire il meglio di sé,
di imparare a conoscere il proprio corpo, a valorizzarlo,
a stimarlo.
Quali sono i numeri del Csi?
850.000 atleti
13.000 società sportive
42.000 squadre
72 discipline sportive praticate
8.000 tornei all'anno
300.000 gare all'anno
138 sedi territoriali
21 sedi regionali
100.000 allenatori, animatori, arbitri, giudici e dirigenti
12.000.000 ore annuali di impegno gratuito e volontariato
Ci sono atleti famosi che sono cresciuti nel Csi?
Tre grandi ciclisti, tutti campioni del mondo, sono nati nel
Csi: Felice Gimondi, Francesco Moser, Moreno Argentin.
Ma gli esempi riguardano tutte le discipline sportive; non
solo il ciclismo ha trovato campioni del mondo targati Csi.
Annoveriamo fra i "nati o cresciuti" nel Csi i calciatori
Giuseppe Signori, Demetrio Alberini, Francesco Toldo, Luigi
Turci, Paolo Vanoli, Alessio Tacchinardi, Filippo e Simone
Inzaghi, Pierluigi Casiraghi, Gianni Rivera, Antonio Cabrini,
Marco Tardelli, Riccardo Ferri, Roberto Boninsegna, Emiliano
Mondonico, Nevio Sala, Giacomo Bulgarelli.
E, ancora, il maratoneta Gelindo Bordin e il nuotatore olimpionico
Carlo Pedersoli (il Bud Spencer del grande schermo). E poi,
Franco Nones e Cristian Zorzi (sci), Orlando Pizzolato, Giacomo
Crosa e Stefano Baldini (atletica), Elisa Togut, Manuela Benelli
e Paolo Borghi (pallavolo), Fabrizio Dalla Fiori e Roberto
Brunamonti (basket).